
Introduzione
Il riscaldamento industriale richiede che l’energia rilasciata sia intensa, concentrata e assolutamente affidabile. Ed è proprio questo che noi produciamo. Creiamo elementi di riscaldamento a infrarossi che possono essere inseriti direttamente nelle installazioni esistenti. La vera innovazione sta però nel sistema di sigillatura dei cavi. In ambienti estremamente caldi, spesso non è il filo di riscaldamento stesso ad essere il punto debole, ma quel punto in cui i cavi penetrano nel quarzo. È lì che possono verificarsi problemi.
Potenza, tensione e dimensioni: i dettagli importanti
Il riscaldamento a infrarossi richiede che l’energia venga concentrata in uno spazio ridotto. I nostri elementi sono progettati per fornire una quantità precisa di calore in uno spazio limitato. Funzionano a alta tensione, il che significa che la corrente necessaria è minore. Questo permette di mantenere i cavi puliti e di ridurre le cadute di tensione, soprattutto su lunghe distanze.
Dimensioni
Di solito utilizziamo tubi lunghi 300 mm. Non si tratta di un numero casuale: questa lunghezza è stata scelta apposta per adattarsi alla geometria del riflettore e alla distanza focale degli scaldatori industriali già in uso. Se il tubo è troppo corto, il calore non raggiunge l’obiettivo desiderato; se invece è troppo lungo, non entra nell’apparecchiatura, oppure il riflettore crea zone di calore eccessivo.
Materiali e design: progettati per durare
Utilizziamo un design a ciclo allogenico all’interno di un involucro in quarzo. Questo permette al filamento di funzionare a temperature più elevate senza deteriorarsi rapidamente. La chimica dei gas presenti all’interno mantiene l’elemento stabile. Ma bisogna ammettere che l’ambiente esterno è molto severo. Per questo motivo, il rivestimento esterno e il sigillo IP65 non sono opzionali: sono essenziali. Il livello IP65 viene ottenuto grazie a un sigillo termoresistente realizzato con tecniche di stampaggio sotto pressione. Non si tratta di un semplice rivestimento: si tratta di una barriera robusta che non si rompe nemmeno quando l’elemento viene sottoposto a cicli di riscaldamento e raffreddamento ripetuti. L’interfaccia di connessione, solitamente di tipo R7s, garantisce una connessione solida e affidabile. Una connessione difettosa può causare surriscaldamento e guasti.
Resistenza alle condizioni estreme
Sul posto di lavoro, questi elementi vengono sottoposti a condizioni estreme: umidità, polvere, cicli continui di accensione/espansione. Il nostro sistema di sigillatura previene l’ingresso di contaminanti nei terminali, evitando così cortocircuiti. Si tratta quindi di elementi pronti per essere utilizzati in condizioni estreme. Tuttavia, c’è un compromesso: una elevata densità di potenza richiede una corretta gestione del raffreddamento. Se il contenitore in cui si trova l’elemento non riesce a dissipare il calore, l’elemento funzionerà a temperature superiori a quelle previste. Pertanto, è fondamentale abbinare l’elemento alla carica da riscaldare e assicurarsi che il sistema di raffreddamento sia in grado di gestire tali condizioni. Solo così si può garantire un funzionamento regolare di tutti gli elementi.